LA CHAROITE (O CIAROITE)

 

La ciaroite è un minerale “recente”, nel senso che è stato scoperto negli anni ’70 e perciò manca una charoite-rough-stone.jpgvera e propria tradizione in cristalloterapie. Per comprenderlo dunque occorre, oltre alla percezione diretta, un’analisi di composizione chimica, origine geologica e struttura cristallina.

 

Visivamente appare di un colore che varia dal blu scuro al lavanda con screziature nere

 

Chimicamente appartiene alla classe dei fillosilicati e la sua formula è: K(Ca;Na)2Si4O10(OH;F)•H2O.

Il silicio è un elemento relativamente inerte, reagisce con gli alogeni e gli alcali diluiti, ma la maggior parte degli acidi (eccetto l’acido fluoridrico) non lo intaccano. L’unità fondamentale del reticolo cristallino Tetraedro.jpgè il tetraedro (SiO4)4   in cui il silicio è al centro e i quattro atomi di ossigeno ai vertici. I vari tetraedri possono essere isolati o uniti fra loro; la classificazione dei silicati si basa proprio sui diversi modi in cui sono legate fra loro le varie unità tetraedriche.

Se si immaginano i tetraedri come mattoni la parola chiave diventa “costruzione” che si coniuga diversamente a seconda della disposizione dei tetraedri.

In particolare i fillosilicati sono costituiti da più strati di tetraedri e hanno aspetto lamellare. Vi appartengono il serpentino, il talco, la caolinite e la famiglia delle miche (biotite e mica muscovite).

La caratteristica principale è che gli strati sono come scudi che proteggono dagli influssi esterni.

La genesi di questa pietra è terziaria (parleremo prossimamente di litogenesi), vale a dire che non si è formata direttamente dal magma e nemmeno per accumulo di materiale di origine erosiva

Si tratta quindi di minerali metamorfici (genesi terziaria) che si formano a causa di alte temperature (ma al di sotto del punto di fusione) e pressioni dovute alla profondità o allo scontro di zolle tettoniche.

Queste origini lasciano delle caratteristiche non solo fisico-chimiche ai minerali, ne determinano parzialmente il “carattere”. Se le rocce ignee sono comunque “veloci” ad effetto rapido e a volte sconvolgente e le sedimentarie hanno un ché di lento e tranquillo, ma duraturo e costante, le metamorfiche tendono alla complessità e al cambiamento soprattutto a fronte di “forzature” esterne.

Infine, ma forse più importante, il reticolo cristallino. Nel caso della ciaroite stiamo parlando del sistema Sistema monoclino.jpgmonoclino. In parole semplici le molecole si posizionano con un andamento che ricorda un parallelepipedo inclinato da un solo lato.

Il carattere associato a questa forma è caratterizzato da momenti di instabilità non frequenti frequenti, quasi regolati, ma accentuati.

E veniamo ora all’analisi diretta. Cosa si sente prendendo in mano una ciaroite?

Le nostre prove concordano, al netto delle distorsioni di ognuno di noi, nel dire che:

•             è una pietra “pratica”, “destra”, yang;

•             fa venire la voglia di pulire le cose incompiute e stantie;

•             porta la voglia di liberazione dai vecchi fardelli pratici;

•             aiuta ad individuare i problemi all’interno del corpo, dove si trovano le sofferenze;

•             ma non aiuta a riconoscere i problemi e a comprenderli;

•             rompe rapidamente con gli indugi.

Si intuisce facilmente l’uso principale che si può fare di un cristallo simile. Per dare un’idea visiva si immagini una persona “polverosa”, di quelle che non buttano via niente, che si arrovellano sempre sugli stessi dubbi, ma non agiscono mai. Quelle persone che vi raccontano di aver fatto grandi passi avanti e in realtà si sono spostati di un’inezia.

Ma in tutto questo occorre prima verificare che la sofferenza di queste persone sia arrivata al limite e che ci sia la voglia autentica di cambiare. In caso contrario, vale a dire quando la persona ancora se la racconta, la ciaroite produrrebbe un incremento di ansia senza sfogo, un significativo peggioramento della situazione.

Naturalmente i cambiamenti non saranno quelli che ci si aspetta. Essendo un lavoro nel profondo si possono avere sorprese: cambi di partner, lavoro, casa, etc..

Un caso invece in cui la pietra è inutile è quando ci si trova davanti persone che tendono a cambiare facilmente e frequentemente. In questo caso non si noterà alcun cambiamento significativo.

Il posizionamento di questa pietra è semplicissimo. Non ci sono rischi nel caso di uso prolungato. Può essere tenuta in tasca o a contatto con la pelle. Non ci sono posizioni particolari sul corpo. L’unica raccomandazione è di prendersi un po’ di tempo per ammirarla e perdersi nei sui magnifici colori.

 

Luca Bombardi

Sabrina Grenzi

Simona Spampinato

Giulian Minaudo

 

LA CHAROITE (O CIAROITE)ultima modifica: 2012-09-12T13:06:00+00:00da admin
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